Dalla scienza alla fede

Collocata nel museo di Santa Maria di Galeria la statua "Sedes Sapientiae" dello scultore Roberto Joppolo

Nell'Anno Santo Duemila, sull'onda della grande missione popolare che segnò profondamente la vita della Capitale in preparazione al Grande Giubileo, il vivace gruppo di vita cristiana presso l'ENEA Casaccia promosse la realizzazione di una statua dedicata alla Madre della Sapienza. La statua, opera dello scultore Roberto Joppolo di Viterbo, doveva essere collocata all'ingresso del Centro Ricerche ENEA Casaccia. Il Vescovo della Diocesi, Mons. Buoncristiani, scrisse al Presidente dell'ENEA, il Premio Nobel Prof. Carlo Rubbia, per benedire e appoggiare l'iniziativa il cui significato era naturalmente quello di avvicinare e unire il contributo della scienza e della tecnica alla fede e ai valori umani e cristiani.

Il Vescovo scrisse anche una bella preghiera, di cui riportiamo un passaggio: "Sede della Sapienza, concedimi chiarezza d'intelletto per ricercare con retta ragione la strada della Verità e di aderirvi poi con ferma volontà ad attuarla con la tua stessa grazia. O Madre d'ogni grazia, donami un cuore vigile che nessun pensiero curioso trascini lontano dalla verità, un cuore nobile che nessun indegno attaccamento degradi, un cuore fermo che nessuna intenzione equivoca possa sviare, un cuore libero che nessuna passione possa soggiogare". 

Nonostante la bellezza e l'importanza dell'iniziativa, la statua non fu collocata presso l'ENEA, come pure era stato preventivato, per motivi contigenti che portarono alla decisione finale di donare l'immagine alla vicina Parrocchia di Osteria Nuova, dove è rimasta fino ad oggi. Solo ora, al termine di lavori di manutenzione del museo del Santuario di Santa Maria di Galeria, l'opera del Maestro Joppolo trova la sua degna e definitiva collocazione. Infatti, i visitatori che scendono dal Santuario nel vicino cortile, possono ammirare la statua della "Sedes Sapientiae" che intendeva, come apprendiamo da un volantino illustrativo dell'epoca, "esprimere un gesto concreto di amore verso il mondo del lavoro scientifico ed essere segno di quei valori che devono ispirare il risanamento e la crescita umana nei rapporti sociali e lavorativi".    (RED. - r.l.)

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