Conclusione diocesana del Giubileo in cattedrale
Il dovere della custodia, la premura del Padre per il suo popolo e il compimento delle promesse di Dio per la salvezza dell’umanità: sono questi i temi al centro della riflessione del vescovo Gianrico Ruzza nella festa della Santa Famiglia di Nazaret nella celebrazione nella cattedrale della Storta.
Meditando il brano del Vangelo di Matteo sulla fuga in Egitto, il vescovo ha offerto uno sguardo d’insieme sul Giubileo della Speranza. Un cammino iniziato con il pellegrinaggio alla Basilica papale di San Paolo fuori le mura e concluso questa mattina nella cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
La gratitudine del vescovo va a tutte le persone impegnate nell’Anno Santo, in particolare, Alessandro Amidei, responsabile diocesano per il Giubileo.
Nel corso dell’Anno Santo, la comunità diocesana ha sperimentato «la grandezza della misericordia divina», in un percorso di fede che ha indicato «un cammino di pace e di libertà, di verità e di rinnovamento».
Il Giubileo si è intrecciato anche con il cammino sinodale delle Chiese, aiutando a comprendere come l’annuncio del Vangelo richieda oggi un rinnovamento con l’impegno a uscire dalle comunità per incontrare le persone.
Negli incontri giubilari sono emersi il desiderio di parole autentiche, la sete di relazioni e di dialogo, la disponibilità al servizio. «Abbiamo toccato con mano che la fede della nostra gente è ancora viva e chiede di essere accolta e coltivata».
Tra i frutti del Giubileo, la Chiesa diocesana presenta un manifesto condiviso con la società civile. Il documento, nato all’interno della Scuola di formazione all’impegno socio-politico “Custodi del futuro” e sottoscritto dalle amministrazioni comunali, rappresenta un impegno per il bene comune, con particolare attenzione ai giovani e alla tutela dell’ambiente. Altri doni sono il progetto di un lebbrosario grazie alla Conferenza episcopale italiana e all'8xmille, il percorso di rinnovamento dell'iniziazione cristiana "Generare alla fede", l’Incontro pastorale del vescovo con le comunità per la Missione.
«Costruiamo – ha concluso il vescovo –, insieme alle persone di buona volontà, un giardino in cui ogni uomo e ogni donna possano vivere nella serenità e nell’armonia, come figli amati e benedetti».