Il Concilio interpretato da Marchetto

Al Santuario della Visitazione di Santa Marinella

Il santuario di Santa Maria della Visitazione a Santa Marinella è uno dei quattro luoghi mariani indicati dal vescovo Gino Reali per ottenere l’indulgenza plenaria. La disposizione rientra nelle iniziative promosse nell’anno giubilare, indetto dal presule per i novecento anni dell’unione della diocesi di Porto con Santa Rufina. Le ancelle della visitazione, custodi della chiesa, hanno colto l’occasione per proporre due momenti culturali, il primo guidato da padre Giancarlo Pani lo scorso 26 gennaio. Il 29 febbraio invece è stato ospitato il vescovo Agostino Marchetto, segretario emerito del pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Il «miglior ermeneuta del Vaticano II», come lo ha definito papa Francesco, ha ragionato sul tema “Riforma e rinnovamento conciliare per l’evangelizzazione della grazia, la missione e il dialogo”.


Marchetto ha proposto un approfondimento del Concilio attraverso gli occhi dell’allora teologo Ratzinger, sviluppandone poi la ripresa durante gli anni del pontificato di Benedetto XVI e approdando al magistero di Francesco. Una sintesi quella del relatore rivolta a leggere l’essenzialità del Vangelo presente nel Concilio

che ha espresso l’esigenza del suo annuncio a tutto il mondo. La cattolicità della Chiesa esprime l’universalità della sua missione. «Dio, unico, – ha detto il presule – ha creato l’uomo e ha voluto l’umanità come una unità, per cui questo movimento di riunione che è al principio della storia della salvezza, lo realizza la missione, affrontando le separazioni che provengono dal peccato, così da rappresentare rigorosamente l’esecuzione del piano di salvezza». Attraverso una densa articolazione Marchetto arriva a indicare la missionarietà come la forma di questo obiettivo conciliare, che di fatto è nell’essenza stessa del cristianesimo.
 
Simone Ciampanella
 
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