Il più amato tra i Santi

Festa di San Francesco nella Parrocchia di Marina di Cerveteri tra preghiere, riflessioni, canti e sport

Un festeggiamento durato quasi una settimana. In occasione di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, cui è dedicata la chiesa di Marina di Cerveteri, il 4 ottobre ha sempre rivestito una particolare importanza per l’intera comunità. Per quella data tutti sono chiamati a dare testimonianza della propria devozione al Santo le cui qualità non si finisce mai di scoprire e di rimanerne profondamente colpiti e affascinati. Giorni di festa dove hanno trovato spazio la preghiera, la riflessione, la musica, il canto, il divertimento, la sana convivialità e condivisione di pasti. Dopo i tre giorni del triduo con l’intronizzazione della statua nel fine settimana infatti si sono avvicendati momenti di spirituali ad altri di svago e sport.

Venerdì 4 ottobre si è aperta la solennità ufficialmente con la Santa Messa nel pomeriggio delle ore 18, presieduta dal Vescovo della Diocesi Mons. Gino Reali il quale in più passaggi ha ricordato la figura di questo Santo straordinario che ha scelto di vivere il Vangelo in prima persona. Ed è proprio nella Parola di Dio, nelle Sacre scritture che si tocca il punto più alto della sua Santità: anche nell’incontro impensabile per quei tempi con il Sultano d’Egitto cui fece visita Francesco. Ma per lui tutti erano fratelli e sorelle. Anche la morte.

Ne è stata una prova evidente la rappresentazione teatrale che i ragazzi dell’oratorio della chiesa San Giovanni di Civitavecchia hanno voluto regalare al folto pubblico presente sabato sera, all’interno della chiesa di Cerenova. Nel pomeriggio invece dopo la Santa Messa ha fatto seguito una processione ricca e sentita, per le vie della frazione cerite allietata dalla banda musicale di Cerveteri diretta dal maestro Augusto Travagliati, una cena come da tradizione a base di minestra di legumi e salsiccia di Norcia; quindi appunto il musical tratto da “Forza venite gente”, (con il regista della famosa commedia Michele Paulicelli seduto in prima fila), rivisitato in chiave moderna: è stato il clou dei festeggiamenti con una ventina di giovani tutti rigorosamente scalzi che hanno fatto rivivere i momenti cruciali della vita del Santo con figure come il padre Pietro di Bernardone, teso e preoccupato per l’incapacità di non riuscire a comprendere il cambiamento di vita del figlio, la Cenciosa, rivestita di stracci e animata da una innocua e ingenua follia, i frati e persino un diavolo tentatore e mortifero. Belli i costumi e bellissime le canzoni. E naturalmente lui Francesco, in saio, cantore di lodi perenni e immortali a Dio, quel Dio che l’ha accolto con misericordia cui è stato ripagato con tanto amore.

Domenica mattina si è conclusa la grande festa con la maratonina dedicata al Santo, giunta all’ottava edizione, riservata ad amatori e professionisti con numerosi iscritti, grandi e piccoli, che hanno corso per le vie assolate della cittadina e premiati poi in oratorio. Ancora una volta un 4 ottobre dunque vissuto con grande entusiasmo e viva partecipazione da parte di tanti fedeli. 

Danila Tozzi
 
 
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