Coltiviamo la pace

A Castel di Guido un incontro della pastorale sociale sulla cura della casa comune

Castel di Guido, venerdì 25 settembre 2026, ha ospitato nella parrocchia di Santo Spirito il quinto incontro diocesano presieduto dal vescovo Gianrico Ruzza e organizzato dai “Custodi della Casa Comune”. A dare il benvenuto agli ospiti è stato il parroco padre Giovanni Palachuvattil, della Congregazione San Giovanni Battista. Con questo evento si è iniziato a respirare, a mio avviso, finalmente una maggiore forma di partecipazione. Il vescovo Gianrico Ruzza ha tracciato con il suo intervento introduttivo la rotta per una rinascita culturale e democratica della nostra Campagna Romana. Con questa mia nota cerco di riassumere e descrivere i segni di speranza e di unione che ho trovato e guadagnato dal suo discorso e ancor prima anche dalla sua lettera pastorale inviata alle parrocchie e ai fedeli  per annunciare l’incontro.

Le parole pronunciate nel discorso introduttivo da sua Eccellenza sono state ”parole benedette“. 
Perché le parole “benedette” e illuminanti del nostro vescovo sono state e devono essere interpretate come un forte richiamo all’Umiltà e all’Unità per  tutti gli abitanti del Borgo? Oggi il Borgo di Castel di Guido si potrebbe riassumere con le parole del filosofo Friedrich Nietzsche: « le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete ». 

Castel di Guido è un Borgo della periferia dell'Urbe che, come tanti altri, rischia di camminare diviso verso il nulla. Molti cittadini non si sentono rappresentati adeguatamente nelle diverse Associazioni esistenti. Risulta perfino difficile raccontare la storia della nostra comunità, cosa che sarebbe importantissima proprio per far crescere il senso di identità e di appartenenza. Insomma sembra proprio che 
l’unico sorso di acqua pulita e fresca sia stato l’evento promosso dalla nostra Diocesi dove il diritto di parola è stato concesso a tutti. Questo è un evento  importante per i cittadini che non hanno tessere, un momento magico di questo  fine settembre con l’estate che ancora non lascia libero l’ingresso all’autunno.

Il vescovo ci ha ricordato che della cura del creato anche Papa Leone ha più volte parlato della responsabilità e nel messaggio per la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato (10 settembre) il Papa raccomanda di operare una profonda conversione del cuore, se davvero vogliamo salvare la vita sul nostro pianeta, passando da una logica predatoria e di guerra ad un atteggiamento di contemplazione e costruzione della pace: 
“ciò che è spezzato attorno a noi lo è anche dentro di noi. Per questo motivo, per costruire  una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca  di profitto immediato e l'incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana”. 

Concludo ringraziando e ricordando che l'evento è stato organizzato dall'Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi. A moderare l’incontro Emanuela Chiang, Coordinatrice della Rete diocesana per la Cura del Creato. Assieme a lei Luigi Cortorillo, neo incaricato della Pastorale sociale che assume la preziosa eredità del dott. Vincenzo Mannino. All’incontro hanno partecipato anche il Gruppo Archeologico di Ladispoli-Cerveteri-Tarquinia e le Associazioni “Insieme per il mare” e “Mal di mare” e per la prima volta i “Quaderni della Campagna Romana” con il sottoscritto direttore editoriale Franco Leggeri.

Franco Leggeri
 
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