Un viaggio nel cuore della spiritualità
ln un giorno molto speciale per la Chiesa Cattolica ,dove si celebra il Cuore Immacolato di Maria e si fa memoria di un Grande Santo come Sant Antonio di Padova, rispondo ad un invito a partecipare al pellegrinaggio diocesano dei gruppi di preghiera di Padre Pio ad Assisi. Arrivare ad Assisi per la prima volta non è semplicemente visitare una città, ma varcare la soglia di una dimensione diversa. Fin da quando la vedi da lontano, adagiata sulle pendici del Monte Subasio, Assisi ti accoglie con il calore della sua pietra rosa, che sembra trattenere la luce del sole anche quando tramonta. Questo pellegrinaggio è stato un viaggio nel cuore della spiritualità, un percorso scandito da silenzi profondi, passi lenti e incontri che lasciano il segno.
La pace che respira tra le pietre. Il viaggio è iniziato dai luoghi simbolo di San Francesco . Entrare nella Basilica di San Francesco e scendere nella cripta, davanti alla sua tomba spoglia, toglie il fiato. Lì dentro il silenzio non è vuoto, ma è colmo di una presenza viva. Davanti a quella pietra si avverte tutta la forza della sua scelta: spogliarsi di tutto per riempirsi di Dio.
L'emozione si è fatta ancora più grande scendendo alla Porziuncola, all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Vedere quella minuscola chiesetta medievale custodita come una perla dentro una struttura così maestosa fa comprendere come le cose più grandi nascano sempre dal piccolo.
La vera sorpresa di questo primo pellegrinaggio, l'anello di congiunzione che ha reso Assisi incredibilmente vicina alle sfide dei nostri giorni, è stato l'incontro con San Carlo Acutis, custodito nel Santuario della Spogliazione. In quello stesso luogo dove Francesco si spogliò dei suoi ricchi abiti davanti al padre, oggi riposa Carlo. Vederlo lì, con indosso i jeans, le scarpe da ginnastica e la felpa, provoca un brivido di commozione e una profonda riflessione: "Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie."
Carlo dimostra che la santità non appartiene solo ai libri di storia o agli affreschi del Giotto. Era un ragazzo del nostro tempo, appassionato di internet e di programmazione, che ha saputo trasformare i computer e i social media in autostrade per il Cielo. Davanti al suo corpo, si avverte una santità "della porta accanto": fresca, giovane, possibile. La sua purezza e il suo amore assoluto per l'Eucaristia (la sua "autostrada per il Cielo") dialogano perfettamente con lo spirito di Francesco. Entrambi, a secoli di distanza, hanno gridato al mondo che l'unica vera ricchezza è l'amore di Dio. E poi il ritorno a casa: lascio Assisi con gli occhi pieni di bellezza e il cuore decisamente più leggero, ma carico di domande buone. Questo primo pellegrinaggio mi ha insegnato che la pace non è l'assenza di rumore, ma la presenza di una direzione. Torno alla vita di tutti i giorni con una certezza in più: la santità è una chiamata per l'oggi, e le strade di Assisi — così come le autostrade digitali di Carlo — sono aperte per chiunque decida di camminare a passo teso verso l'Essenziale.
Antonella Innocenzi