Nel mondo, ma non del mondo
La missione e la centralità della parola di Dio e della liturgia per essere testimoni dell'amore di Cristo nel mondo. Al clero riunito il 5 giugno al Santuario di Ceri per la Giornata di santificazione sacerdotale, il vescovo Gianrico dice «che noi presbiteri siamo mandati nel mondo per annunciare la verità e la gioia del Vangelo».
All'inizio della mattinata il vescovo ha guidato una riflessione a partire dal sessantesimo anniversario della Costituzione concilare «Gaudium et spes». Il documento conciliare aiuta infatti a comprendere che non c'è la Chiesa da una parte e il mondo da evangelizzare dall'altro, ma che l'annuncio accade attraverso il mondo. Nel mondo, ma non del mondo: è la condizione per annunciare a tutti la verità che salva.
Infati, durante la sua vita il Signore Gesù è entrato in relazione con ogni persona, ha dialogato con ogni singola storia. «La Chiesa – ha detto il vescovo – dovrebbe trovare nella storia i germi della presenza di Dio con un'azione maieutica» per far emergere nelle pieghe «la magnifica umanità» descritta recentemente da papa Leone, per permettere ad ogni persona di incontare Cristo e ricevere la salvezza.
Nella Messa seguita alla meditazione il pastore ha parlato del legame indissolubile tra il Vangelo, che ci trasmette la fede, e il Sacrificio eucaristico, che attualizza la speranza delle parole di Gesù. «Che il Signore ci aiuti tutti a vedere in ogni istante il suo amore misericordioso, sempre presente, sempre rivolto a darci pace, a darci fiducia, a darci entusiasmo, a darci slancio» e stato l'augurio del pastore ai sacerdoti presenti, perché «ci dia, qualora ce ne fosse bisogno, una rinnovata e ancora accresciuta passione per l'evangelizzazione, per l'annuncio del Vangelo, per il contagio di questa parola che parla all'uomo e dice all'uomo: verità e vita, eternità e salvezza». La preghiera e il canto alla Madre della Misericordia hanno concluso il pellegrinaggio. (RED. - si. cia.)