Pastorale battesimale: cantiere aperto

Anche per l’anno pastorale 2020-21, la Diocesi di Porto-Santa Rufina assicura i Percorsi di Formazione per Operatori di Pastorale Battesimale. 

Il Percorso di 2° livello, è iniziato il 24 ottobre scorso e prevede 11 incontri nell’anno. Si tratta di un percorso di approfondimento e accompagnamento - in un clima di riflessione e condivisione - per persone/coppie di sposi che hanno frequentato il percorso di 1° livello e desiderano continuare la formazione nel desiderio di assumere - l’anno prossimo - l’incarico pastorale nelle Parrocchie. 

Il Percorso di 3° livello, cammino di aggiornamento per coloro che hanno frequentato il biennio di Formazione diocesana e hanno ricevuto il mandato del Vescovo, favorisce le condizioni per una formazione permanente focalizzata sull’approfondimento di tematiche inerenti alla Pastorale battesimale, sulla condivisione di esperienze pastorali, sulla realizzazione di reti di solidarietà pastorale e missionarietà, sulla esperienza di preghiera e fraternità. 

La Diocesi dà la sua disponibilità anche per il Percorso di 4° livello, per consultazione e monitoraggio per le équipe parrocchiali di pastorale battesimale che desiderano usufruire di un servizio di accompagnamento nella prassi per la realizzazione di itinerari adeguati alla realtà parrocchiale. L’Ufficio catechistico auspica che tale opportunità sia accolta anche per promuovere la “Proposta operativa di Pastorale battesimale” (che privilegia la fase della celebrazione del Battesimo) ad experimentum, approvata dal Vescovo, S.E. Mons. Gino Reali, che ha voluto e segue con paterno interesse questo cantiere pastorale, particolarmente strategico in quanto raggiunge giovani famiglie e crea le condizioni per il loro accompagnamento nell’educazione alla fede dei figli già dalla tenera età. È il cantiere che la Chiesa italiana ha individuato come “nodo cruciale” per il rinnovamento.

Il Percorso di 1° livello avrà inizio sabato 28 novembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso il Centro Pastorale Diocesano. Prevede 13 incontri nell’anno, tra i quali è prevista la visita al Battistero di S. Giovanni in Laterano e la Giornata della Pastorale battesimale in cui tutti gli operatori in azione e in formazione vivono un’esperienza di comunione, preghiera e verifica/valutazione della prassi in corso. Per i calendari dei vari percorsi si può consultare il sito della Diocesi: servizi pastorali/catechesi.

In questi anni l’Ufficio catechistico ha assicurato la formazione diocesana a più di 70 operatori di pastorale battesimale; si attende che questi laici e laiche, coppie di sposi disponibili per i processi di evangelizzazione possano trovare maggiore accoglienza delle comunità parrocchiali, le quali non possono permettersi di seppellire i talenti che lo Spirito di Dio regala alla sua Chiesa, anzi, le interpella a sostenerli e potenziarli perché diano molto frutto per il bene di tutti. Come insegna Papa Francesco, «in virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cfr Mt 28,19). Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni. La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati. Questa convinzione si trasforma in un appello diretto ad ogni cristiano, perché nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione» (EG 120). Inoltre, il Santo Padre sottolinea: «È cresciuta la coscienza dell’identità e della missione del laico nella Chiesa. Disponiamo di un numeroso laicato, benché non sufficiente, con un radicato senso comunitario e una grande fedeltà all’impegno della carità, della catechesi, della celebrazione della fede. Ma la presa di coscienza di questa responsabilità laicale che nasce dal Battesimo e dalla Confermazione non si manifesta nello stesso modo da tutte le parti. In alcuni casi perché non si sono formati per assumere responsabilità importanti, in altri casi per non aver trovato spazio nelle loro Chiese particolari per poter esprimersi ed agire […]. La formazione dei laici [… rappresenta] un’importante sfida pastorale» (EG 102).

Perché il Vangelo risuoni e corra sulle strade del nostro territorio, l'auspicio è duplice: che, come è avvenuto in questi anni, altri laici, sentano la chiamata del Signore a formarsi per testimoniare la grazia e la bellezza della vita battesimale; e che i sacerdoti avvertano l’urgenza di potenziare questo ambito pastorale formando e associando alla loro missione i collaboratori necessari per l’accompagnamento delle giovani famiglie che chiedono il battesimo dei loro figli.

Rosangela Siboldi