Ai bambini è dedicata la 48ma Giornata della vita, che si celebra oggi, primo febbraio 2026. «Prima» loro, dicono i vescovi italiani nel loro messaggio per questa ricorrenza, che deve essere «l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose».
Nella diocesi di Porto-Santa Rufina la parola “vita” ha un volto ben preciso: il “Centro vita nuova” di Cesano. È una realtà nata dal sogno di due ginecologhe, Giuseppina Pompa e Anna Laura Astorri, che hanno messo la loro professionalità e l’adesione al Vangelo al servizio dei più piccoli, sostenendo le maternità difficili. Dai primi anni Novanta ad oggi il Centro ha seguito e tutelato la nascita di oltre 1600 bambini con un’opera quotidiana fatta di gratuità e tempo donato dai volontari. Per sostenere le sue attività, come accade da anni in questa giornata, nelle parrocchie di Porto-Santa Rufina potranno essere prese delle primule lasciando un’offerta libera. Non è solo un’occasione di solidarietà, ma anche un modo per conoscere il Centro.
«Nel passato dovevamo confrontarci con marginalità sociale, difficoltà economiche e la conseguente paura di portare avanti la gravidanza», spiega Pompa a Lazio 7. Davanti al rifiuto della vita nascente, Giuseppina e Anna Laura sono state in grado di offrire alle donne un’altra possibilità, quella della vita, scelta poi da molte. Davanti al racconto di storie drammatiche che spingono verso l’aborto, loro si sono messe accanto, senza mai giudicare, ma accogliendo e guadagnando quella fiducia che ha protetto la vita nascente. Non basta dire di difendere la vita. Va salvata. Molti bambini sono nati grazie al loro lavoro quotidiano.
Oggi la situazione è ancora più complessa «notiamo una fragilità psicologia e affettiva crescente delle persone, donne e uomini», racconta Giuseppina: «se non le abbracci nell’insieme dei loro problemi non riesci ad aiutarle». Tra le emergenze lei sottolinea aumento di relazioni instabili e fallimentari e la dipendenza dai social con una conseguente difficoltà nel gestire i bambini. «Stiamo pensando di proporre dei percorsi per imparare a leggere la realtà, ma soprattutto vogliamo rispondere all’indicazione dei vescovi di ascoltare i bambini» aggiunge.
Questa mattina, ad esempio, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Cesano, i bambini e i ragazzi del Centro animeranno la Messa della 10.30. Durante la celebrazione illustreranno due cartelloni sui quali hanno scritto paure e speranze. In quello delle paure sono segnate queste parole: violenza, solitudine, tristezza, povertà, litigi in famiglia, violenza sui bambini, depressione, diffidenza, guerra e armi, separazioni in famiglia, bullismo, discriminazione, buio. Nell’altro alcuni desideri, raccolti sotto le parole del Salmo 141, «Come incenso salgano a te lo nostre preghiere».
Queste sono le invocazioni: pace per tutti, uguaglianza per tutti, amore per tutti, sensibilità, cura, ascolto, non violenza, non superficialità, no egoismo, felicità, gentilezza, no bullismo. Molto c’è da riflettere sulle voci di questi piccoli. Nel pomeriggio il Centro vivrà un incontro riservato ai bambini, ai ragazzi e ai genitori che frequentano la struttura. Un primo passo per prendere consapevolezza delle istanze della giovanissima generazione, perché conclude Giuseppina «dobbiamo accettare e conoscere la realtà che ora stiamo vivendo per tirare fuori il meglio e i semi di bene che non mai mancano mai, in questo siamo aiutati dalle ragazze e dai ragazzi che custodiscono sempre, in ogni tempo, una ricchezza da scoprire».