Giovedì 23 veglia diocesana per i missionari martiri

In preparazione alla Giornata di digiuno e preghiera

«Non abbiate paura» è il titolo della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, che si celebra venerdì prossimo. Parlare oggi di martirio non è facile. La parola viene continuamente usurpata, e utilizzata per indicare l’opposto di quanto essa custodisca. Ma viene anche censurata, perché scomoda. C’è allora la necessità, anzi l’urgenza, per i cristiani, di tornare ad abitare questo termine che racconta la ragione profonda della fedeltà a Gesù Cristo.

Per mantenere vivo il suo significato la Chiesa ha fissato un giorno dedicato a questo scopo il 24 marzo, data in cui ricorre l’anniversario dell’assassinio di Oscar Romero. Il vescovo salvadoregno viene ucciso nel 1980 da un sicario durante una Messa, al momento della consacrazione del pane e del vino. In una complessa e cruenta situazione sociale e politica Romero sceglie di difendere i poveri e i più deboli. Nello stato sudamericano la repressione con il sangue raggiunge in quel periodo il vertice dell’orrore.

I potenti vedono minato il controllo del paese e della loro ricchezza. Il vescovo viene “allisciato” da questa classe dirigente, che in qualche modo lo sostiene, anche perché la sua mitezza sembra favorire lo status quo. Ma Romero non concede la sua libertà e difende la missione del pastore che si preoccupa di tutto il gregge. Egli testimonia il Vangelo di Gesù gridando la non violenza e la fraternità: è questo provoca il suo martirio. Così come accade ancora oggi, per molti discepoli di Cristo.

In preparazione alla Giornata, la Chiesa di Porto–Santa Rufina organizza per giovedì 23 alle 20.30 una veglia nella parrocchia della Sante Rufina e Seconda (Piazza del castello di Porcareccia, 33 - 00166 Roma), le giovani martiri patrone della diocesi. Il momento di preghiera, testimonianza e meditazione, presieduto dal vescovo Reali, è un invito a tutti per riscoprire insieme la ragione dell’adesione al vangelo di Gesù e onorare l’esempio dei suoi discepoli morti per la fede.

Simone Ciampanella

(16/03/2017)
 
 
 

 

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