Scoprire l’altro attraverso le tradizioni

La Giornata del migrante e del rifugiato domenica al Sacro Cuore di Ladispoli

Domenica prossima si celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. In diocesi l’evento si svolge nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli, in via dei Fiordalisi 14. «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce» è il tema che la fondazione Migrantes ha scelto per questa 103ª edizione. Un evento molto sentito in diocesi e preparato con grande passione dai molti immigrati che risiedono in diocesi da tanti anni.

«Per conoscere ed apprezzare i doni che il Signore fa alla sua Chiesa di Porto–Santa Rufina – dice Enzo Crialesi, direttore ufficio diocesano per la pastorale dei migranti –, gli immigrati cattolici con le loro famiglie invitano la comunità diocesana a condividere con loro questa festa all’insegna della conoscenza reciproca». L’attenzione della diocesi ai migranti nasce dall’importante impatto sociale e culturale che il fenomeno ha nel territorio.

Per sua natura la Chiesa portuense è da sempre interessata dal passaggio di genti che la attraversavano per trovare occasioni di vita dignitosa rispetto ai paesi di origini dove condizioni economiche e civili mettono in difficoltà qualsiasi progetto positivo per sé e per la propria famiglia. La città di Ladispoli è indicativa in questo senso. Nel secolo scorso ha visto il passaggio di tanti che qui hanno trovato accoglienza e disponibilità.

E oggi la presenza di residenti provenienti da altri stati si aggira attorno al 20% della popolazione. Il programma del 15 gennaio inizia alle ore 16 con il saluto del vescovo Reali e delle autorità presenti. Alle ore 16.15 i cappellani, che proprio nel mese di dicembre hanno incontrato il vescovo in curia per la programmazione pastorale annuale, presentano le diverse comunità di migranti. Segue poi il racconto delle persone che hanno trovato in Italia una nuova patria. I gruppi proporranno le preghiere e i balli delle loro tradizioni. Alle ore 18.30 il vescovo presiede la concelebrazione eucaristica con i cappellani e i parroci della diocesi. La serata si conclude con una cena preparata con i piatti tipici delle nazionalità presenti.

 

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