La Chiesa alza la voce per i lavoratori

Durante il Natale Ecotech licenzia 90 persone. La visita di monsignor Reali al presidio in aeroporto.

«È del tutto inaccettabile che 90 persone siano state licenziate in tronco sotto le feste di Natale» – lo afferma mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, dopo l'incontro con i dipendenti della Ecotech, società di pulizie di bordo, nel sit-in organizzato davanti alla parrocchia Santa Maria degli Angeli all'interno dell'area aeroportuale di Fiumicino.

«È incredibile – ribadisce Reali – il modo in cui è avvenuto il licenziamento: senza alcun preavviso alcuni lavoratori non hanno potuto accedere al posto di lavoro perché il loro badge era stato disattivato. Esprimo a queste persone e alle loro famiglie tutta la solidarietà della nostra Chiesa di Porto-Santa Rufina. Almeno a Natale tutti avrebbero il diritto di vivere in pace e serenità. Da troppo tempo assistiamo in silenzio all’umiliazione di chi vuole solo poter lavorare; la Chiesa alza con forza la propria voce per sostenere i diritti degli operai e delle loro famiglie.

«Purtroppo – continua il vescovo – da anni si vanno sempre più complicando i rapporti lavorativi all'interno dell'aeroporto di Fiumicino, il più importante luogo di lavoro della regione Lazio. E questo è solo l’ennesimo caso di lavoratori precipitati nella precarietà e costretti a rivendicare i loro legittimi diritti. Va detto con chiarezza che la dignità dei lavoratori va sempre rispettata e non è negoziabile. Le persone non sono merce da acquistare al miglior prezzo ma il centro e il motore di ogni attività professionale. E bisogna sempre ricordare che dietro ogni licenziato c’è una famiglia che soffre».

«Sono certo – conclude Reali – che chi ha responsabilità in questa vicenda garantirà il reinserimento professionale e il giusto salario ai lavoratori. Spero poi che ci sia maggiore consapevolezza e progettualità da parte di tutti gli operatori aeroportuali nelle strategie imprenditoriali e nella composizione delle crisi occupazionali perché situazioni così gravi non abbiano a ripetersi».

di Redazione

05/01/2017

 

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